mercoledì 19 giugno 2019

80 anni fa la proclamazione dei Celesti Patroni d'Italia.



Il 18 giugno 1939, appena tre mesi dopo la sua elezione, con un Breve Pontificio il Santo Padre Pio XII dichiarava e costituiva in perpetuo San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena Patroni Primari d'Italia.
Due grandi Santi che con l’esempio delle loro virtù fecero ancor più nota la Patria che abitarono a riprova della benevolenza di Dio verso l’Italia, quale sede della Cattedra Romana di Pietro e seconda Gerusalemme universale.
Sia Francesco sia Caterina istruirono le genti con la Parola di Dio contribuendo, religiosamente e civicamente, ed in misura straordinaria e determinante, alla formazione di generazioni di italiani.
La difesa del bene comune da parte di ambedue, la correzione dei costumi, lo spirito con il quale il cavaliere devoto di Santa Romana Chiesa Francesco si mette al servizio, unitamente alla zelante opera di consiglio attribuibile a Santa Caterina, ritenuta a ragione decoro e difesa della Patria e della Religione[1], incisero sulla maturazione di accadimenti di portata generale quale l’avvento di un rinnovamento della Chiesa senza precedenti e la fine dell’esilio avignonese con il rientro del Papa nella sua propria sede in Roma.
<< Invocate dunque, o Romani, invocate, o diletti figli d’Italia, Francesco di Assisi e insieme a lui Caterina da Siena, quali alti Patroni vostri innanzi a Dio >>.[2]

dott. D. G. Truscello


[1] Pio XII, Breve Pontificio, in vatican.va, http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/briefs/documents/hf_p-xii_brief_19390618_patroni-italia.html;
[2] Pio XII, Elogio dei Patroni d’Italia, 5 maggio 1940;




Pio XII elogia i Santi Patroni





domenica 2 giugno 2019

2 Giugno

La libertà che si gode in una monarchia costituzionale ordinata secondo i principi della giustizia sociale è maggiore assai di quella che si gode in una Repubblica; perché la libertà è maggiore dov’ella è più sicura, più fortemente protetta.
Alcuni dicono che la monarchia costituzionale è una forma transitoria: io credo anzi che sia forma transitoria la repubblicana, e stabile quella d’una monarchia con una buona Costituzione. Del rimanente, in che mai consiste la differenza fra una monarchia costituzionale e una repubblica? Io ho osservato che la medesima costituzione può esser adottata da un Principato e da una Repubblica. Dunque la differenza sta solo nel Capo, che si chiama nell’un caso Re, nell’altro Presidente o con altro nome. Nella forma monarchica è una famiglia che presiede alla società, nella repubblicana è un individuo. In quella sono governate per così dire le famiglie, e le affezioni famigliari protette, coltivate; in questa sono governati direttamente gl’individui, e le famiglie riescono meno strette per domestici affetti, affievoliti e rotti dall’ardire, dall’orgoglio individuale. Che un’accozzaglia di giovani scapoli avventurieri conquisti un paese e vi pianti una repubblica è cosa naturalissima; ma famiglie internamente concordi ed esternamente pacifiche eleggeranno piuttosto un capo di tribù che le regga a foggia d’un padre di famiglia, abbozzo della dignità reale che viene appresso .
(Beato Antonio Rosmini, tratto dal saggio "Sull'Unità d'Italia)

D.G. Truscello