lunedì 27 luglio 2026

INIZIO DEL MINISTERO EPISCOPALE DI S.E.R. MONS. CESARE DI PIETRO

Il 25 luglio u.s., presso la Basilica Concattedrale Santa Maria Assunta di Gerace, alla presenza del Nunzio Apostolico per l’Italia, l’Arcivescovo Edgar Peña Parra, degli Arcivescovi di Reggio Calabria- Bova, Mons. Fortunato Morrone, di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, Mons. Giovanni Accolla, del Vescovo emerito di Locri-Gerace Mons. Francesco Oliva, di altri confratelli nell’episcopato, di numerosi presbiteri e religiosi, autorità civili e militari e del popolo di Dio che gremiva il sacro tempio, Mons. Cesare Di Pietro ha officiato la sacra Funzione di inizio del suo Ministero Episcopale come nuovo Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace.

Di seguito il testo dell’omelia pronunciata da Mons. Di Pietro:

<< Eccellentissimo Nunzio Apostolico in Italia,

Eccellentissimo Metropolita di Reggio Calabria-Bova,

Venerati Confratelli nell’episcopato,

Carissimi Presbiteri, Diaconi, Seminaristi, Consacrati e Consacrate,

Carissimi Fratelli Cristiani delle Confessioni sorelle,

Distinte Autorità civili e militari,

Fratelli e Sorelle amati nel Signore!

Con la gioia stupefatta del contadino della parabola evangelica che s’imbatte sorprendentemente in un tesoro d’inestimabile valore, accolgo Te, Santa Chiesa di Dio che è in Locri-Gerace, quale mia Sposa, a nome e nella Persona di Cristo, unico Sposo della Sua Chiesa, Pastore e Vescovo delle nostre anime.

Esprimo profonda gratitudine al Signore per questo dono immenso e, per il fraterno tramite del Rappresentante Pontificio che stasera ci onora della sua presenza, al Santo Padre Leone XIV per la fiducia accordatami con la Bolla di Nomina letta poco fa. Assicuriamo a Sua Santità la nostra fervida preghiera per il Suo universale ministero petrino e la nostra comunione filiale con il Suo alto e illuminante Magistero.

Ringrazio, dal profondo del cuore, tutti voi, figli e figlie amatissimi della Locride, per la vostra calorosa accoglienza, e vi saluto con affetto di Padre, di Pastore e di condiscepolo di Gesù, Signore e Maestro della nostra vita.

Entro in punta di piedi, ma con passo fermo e deciso, in questa che adesso posso dire “nostra” meravigliosa Comunità diocesana, per proseguire con entusiasmo insieme a voi il cammino di fede che ho condotto fin qui nell’amata Chiesa Madre di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, il cui sostegno affettuoso mi conforta, a partire da quello del venerato Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla, con il quale ho avuto la gioia di collaborare negli ultimi nove anni. Grazie a Lei, Eccellentissimo Padre, e a voi tutti, miei carissimi condiocesani messinesi che in gran numero avete avuto la bontà di accompagnarmi qui stasera, compresi gli amici di Fondachelli Fantina, paese di origine della mia famiglia.

Mi stupisce la bellezza incomparabile di questa splendida Basilica Concattedrale di Gerace, eloquente testimonianza della gloriosa storia ultramillenaria del nostro popolo e della ricchissima tradizione di fede e di devozione mariana della Comunità cristiana della nostra Diocesi. Secondo la felice espressione di Bernardo di Chartres, mi sento come “un nano sulle spalle dei giganti”, consapevole che se un punto di avanzamento ci sarà, per Grazia di Dio, nel percorso ecclesiale che siamo chiamati a vivere insieme, esso ci porterà più in alto perché fondato su Cristo, “primogenito tra molti fratelli” (Rm 8,29), e su quanto costruito nei secoli da coloro che ci hanno preceduto. Ecco perché avverto vivo il bisogno di dire grazie a tutti i miei Predecessori su questa Cattedra vescovile. In modo speciale, all’Eccellentissimo Mons. Francesco Oliva, che ha servito con zelo e generosità la Chiesa particolare di Locri-Gerace negli ultimi dodici anni e mi ha accolto con fraterno affetto, dopo aver preparato questo giorno con assidua cura, insieme a tanti validi collaboratori, che ugualmente ringrazio.

Grazie, di cuore, anche ai Vescovi di Locri-Gerace più prossimi a noi, la cui missione pastorale ha impresso un’impronta preziosa nella vita della nostra Chiesa locale: S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini e S.E. Mons. Giancarlo Maria Bregantini.

Ora che, per un progetto imperscrutabile della Divina Provvidenza e per l’intercessione della Beata Vergine Maria, il baculo della guida di questa Comunità ecclesiale è passato nelle mie mani, faccio mia la preghiera fiduciosa e accorata di Salomone che abbiamo ascoltato nella prima lettura: «Signore, *… il tuo servo è in mezzo al tuo popolo *…+. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male». Come Salomone, chiedo anch’io al Signore il dono di un cuore docile, in ebraico “un cuore che ascolta”: per ascoltare attentamente – sull’esempio di Maria, che noi messinesi veneriamo con il titolo di “Veloce Ascoltatrice” – le Parole e le ispirazioni di Dio e il grido che sale dal Suo popolo, il gemito dei poveri, dei piccoli, degli ammalati, dei diversamente abili, degli immigrati, dei detenuti, degli emarginati. Per ascoltare, con paterno affetto, voi, miei amati Presbiteri, Diaconi, Seminaristi, Consacrati e Consacrate, Fedeli laici, sposi e famiglie, ragazzi e giovani, anziani, uomini e donne di ogni categoria sociale, ambito culturale e appartenenza religiosa. Per intercettare in ciascuno di voi il tesoro nascosto nel cuore e aiutarvi a portarlo alla luce perché diventi ricchezza condivisa. Non sarebbe autentico un cristianesimo che non facesse fiorire tutto il meglio che c’è in noi e che non fosse lievito nella società del nostro tempo, così confusa e disorientata, di un umanesimo plenario e integrale.

Mettendomi stasera in ascolto con voi della Parola che Dio ci dona, desidero raccomandavi, facendo mio l’invito del Venerabile Cardinale Elia Dalla Costa, di “non appiattire sulle opere di Dio il Dio delle opere, minimizzando come superflua l’azione della Grazia e facendo consistere la missione nelle strategie umane”, poiché – come ci ha ricordato San Paolo – «noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Rm 8,28). Dio ha bisogno della nostra libertà dalle cose e da noi stessi per potersi muovere con libertà dentro di noi. Il Suo Regno è un tesoro così grande che per chi lo trova niente è più come prima e tutto il resto passa in secondo piano e diventa funzionale al suo godimento e al suo incremento. Sì, miei amati fratelli e sorelle, camminiamo insieme come inesausti cercatori del Regno di Dio e della sua giustizia e tutte le altre cose ci saranno date in aggiunta (cfr. Mt 6,33). Soprattutto scopriremo che siamo, in primo luogo, eternamente cercati da Lui. Siamo noi la perla preziosa agli occhi del Signore, tanto che Egli viene a cercarci in tutti gli angoli possibili, anzi nell’angolo più oscuro in cui il peccato ci costringe e vende tutto, dona la Sua vita per noi – sull’altare della Croce e di questa Divina Eucaristia – si spoglia perfino della Sua divinità nascondendosi in una piccola ostia di pane e in un sorso di vino, per riscattarci con il Suo corpo immolato e il Suo sangue preziosissimo: “O magnum mysterium! (O grande mistero!)”, “O sacro convito, in cui Cristo è nostro cibo, si perpetua il memoriale della sua Pasqua, l’anima nostra è colmata di grazia e ci è dato il pegno della gloria futura” (dalla Liturgia). È qui,

sorelle e fratelli carissimi, il fulcro della comunione ecclesiale, è qui il motore dello slancio missionario! È da qui che troviamo la forza di vendere tutto pur di acquistare l’unica “perla di grande valore”, di trasformarci da scribi in discepoli del Regno dei cieli, di vivere nella Chiesa come in una rete con la capacità incontenibile di accogliere sempre nuovi pesci, senza escluderne nessuno.

Lo Spirito Santo ce lo ispiri e mi conceda, per intercessione della nostra Madre celeste, che veneriamo teneramente come Immacolata a Locri, Assunta a Gerace, Santa Maria della Montagna a Polsi e con tanti altri bei titoli mariani, di donare a voi tutta la mia vita e di farmi con voi strumento del Suo amore inesauribile verso tutti >>.

Giungano a Mons. Cesare Di Pietro (Gr. Uff. OSML) i più fervidi auguri della Delegazione Magistrale di Sicilia.









venerdì 26 giugno 2026

Corpi ausiliari delle Forza Armate

 Cerimonie in tutta Italia per la festa dei Corpi militari della Croce Rossa Italiana, ausiliari delle Forze Armate

 

Il 25 giugno di ogni anno ricorre la festa del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e del Corpo delle Infermiere Volontarie CRI, che dal 2026 ha assunto il nome di Corpo delle Crocerossine. Entrambe le unità sono ausiliarie delle Forze Armate e la propria rispettiva Bandiera risulta decorata al Valor Militare.

Il Corpo Militare della Cri viene istituito nel 1866 su disposizione del Ministero della Guerra. L’assoggettamento alla disciplina militare, l’adozione dell’uniforme e l’attribuzione dei gradi del Regio Esercito sono stati gli elementi connotativi del Corpo che 160 anni fa, esordiva con le sue Suqadriglie di Soccorso a Custoza, nel corso della III Guerra d’Indipendenza, alle dipendenze del 5° corpo d’Armata. Ancora oggi i militari CRI operano in contesti di guerra e di pace, in Italia e all’estero, e sono chiamati a fronteggiare le principali emergenze nazionali, come ad esempio la più recente da Covid-19, ed ancora concorrendo col Genio guastatori dell’Esercito alle attività di disinnesco degli ordigni bellici (DOB).

Il Corpo delle Crocerossine viene fondato a Roma nel 1908, su iniziativa e sotto legida di S.M. la Regina Elena. Il primo impiego risale allo stesso anno, nella città di Messina, a causa del tremendo terromoto che rase al suolo l’abitato. Il particolare legame con le donne di Casa Savoia ha accresciuto il prestigio del Corpo durante le due Guerre Mondiali, i conflitti coloniali e in epoca successiva, sia in Italia che all’estero. Al riguardo si ricordano S.A.R. Elena di Savoia Asota, prima Ispettrice Nazionale del Corpo, S.A.R. Maria Josè di Savoia, Principessa di Piemonte, S.A.R. Irene di Savoia Aosta e più recentemente S.A.R. Silvia di Savoia Aosta.

 


lunedì 11 maggio 2026

CATENANUOVA - 9 Maggio 2026



Nel primo anniversario della elezione al soglio pontificio di S.S. Papa LEONE XIV la Delegazione, per le cure del Fiduciario della provincia di Enna, ha promosso la celebrazione della SANTA MESSA di ringraziamento presso la Parrocchia di San Giuseppe in Catenanuova, edificata alla fine del XVII secolo per decisione del principe Antonio Riggio Saladino.

Le dame e i cavalieri provenienti da tutti i Vicariati di Sicilia si sono ritrovati presso il Palazzo Municipale e in corteo, preceduti dallo stendardo della Delegazione, si sono mossi verso l’antica chiesa parrocchiale

Con il Delegato i Vicari di Catania, Palermo e Siracusa, il Fiduciario di Agrigento, i componenti effettivi ed onorari del Consiglio di Delegazione: il sacro rito è stato officiato da S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe SCHILLACI, VESCOVO DI NICOSIA.

Prima della celebrazione eucaristica, il Delegato ha rimesso al Vescovo le insegne e il diploma di Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e al rev.do parroco don Nicola Ilardo le insegne e il diploma di Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro: hanno concelebrato il vice parroco don Vincenzo Mascali e il rev.do don Sebastiano Rossignolo, cav. OSML, di Enna

Sono intervenuti con il Sindaco e le autorità militari cittadine l’Ispettrice prov.le IIVV CRI di Enna e una rappresentanza della Delegazione gran priorale del Sovrano Militare Ordine di Malta di Catania ed Enna, guidata dal cav. on. e dev. in obb. Raffaele Zappalà Asmundo, Vice delegato e membro del Consiglio del Gran Priorato di Napoli e Sicilia. Fra i convenuti l’ispettore per il meridione INGORTP, dott. Gianmarco Costanzo con numerosi Soci.

 

La celebrazione si è conclusa con con l’antico canto OREMUS PRO PONTIFICE NOSTRO, eseguito dal m.o cav. Nino Di Blasi, p.te dell’Accademia Musicale A. Scarlatti
Photo credits Giuseppe Giunta

martedì 31 marzo 2026

Annullo filatelico anniversario S.M. La Regina Margherita di Savoia

 


NOTO: PONTIFICALE DE PASSIONE DOMINI - 29 marzo 2026



Il 29 marzo – Domenica della Palme DE PASSIONE DOMINI –le rappresentanze dei Vicariati di Siracusa e Catania sono intervenute alle cerimonie per l'inizio della Settimana Santa, presiedute da S.E.R. Mons. Salvatore Rumeo, commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro : con il Delegato magistrale il Vicario per Siracusa uff. avv. Salvatore Giummarra, il comm. Giuseppe Troja, numerosi insigniti e graditi ospiti il fiduciario per Caltanissetta uff. Antonio Stella e il fiduciario per Enna, comm. Angelo Calì.



Dopo la benedizione degli ulivi e delle palme presso la basilica del Santissimo Salvatore gli insigniti si sono recati in processione nella vicina Basilica Cattedrale di Noto dove animata dal Coro della Cattedrale "Lorenzo Perosi", è stata officiata la Santa Messa in forma solenne.



Al termine i cavalieri hanno avuto modo di formulare a S.E. il Vescovo vivi voti augurali per la Santa Pasqua


Anche per quest'anno la Delegazione ha promosso e sostenuto la raccolta fondi da destinare alla Colletta del VENERDI' SANTO promossa dalla CUSTODIA FRANCESCANA DI TERRA SANTA

giovedì 26 marzo 2026

SS Annunziata

Per le cure dei cav.uff. Giuseppe Balsamo e Giovanni Strazzanti è stata celebrata la solennità della Santissima Annunziata, Patrona principale degli Ordini dinastici sabaudi, presso l'antica chiesa dell'Itria in Barrafranca. Alla presenza dei fiduciari degli OODD di Enna e Caltanissetta, comm. Angelo Calì e cav. uff. Antonio Stella, e di numerosi insigniti delle due province, il rev.do parroco don Luigi Sansone ha officiato la Santa Messa esaltando la devozione della Casa di Savoia alla Madre di Dio alla quale nel 1362 il conte Amedeo VI dedicò l'Ordine del Collare, denominato nel 1518 dal duca Carlo II Ordine Supremo della Santissima Annunziata. Al termine del sacro rito è stato deposto un omaggio floreale presso l'altare dedicatole e adorno di una splendida pala opera di Mattia Preti.




martedì 24 marzo 2026

VISITA DEL PRINCIPE GRAN MAESTRO A PALERMO - 21 e 22 Marzo 2026

La visita di SAR EMANUELE FILIBERTO a Palermo è principiata il 21 marzo con l’omaggio ai Caduti nella lotta alla criminalità mafiosa presso i luoghi consacrati dalla città al loro ricordo: dalla via dove fu consumato l’attentato al giudice Borsellino al “muro della legalità” con i loro ritratti. La presenza del Gran Maestro è coincisa con la celebrazione della “giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” istituita nel 2017.

 

  


E’ seguito l’incontro con il Sindaco, prof. Roberto Lagalla presso Villa Niscemi, sede di rappresentanza della città: il Gran Maestro ha illustrato al primo Cittadino la missione assistenziale svolta dagli Ordini dinastici di Casa Savoia, ha firmato il Libro d’onore e ha potuto ammirare la residenza edificata nel XVIII nei pressi del parco della Favorita dai Valguarnera.
 
 



Successivamente si è portato presso il Teatro “Massimo”, intitolato ufficialmente nel 1875 a VITTORIO EMANUELE II: accompagnato dal Sovrintendente Marco Betta, ha visitato lo splendido edificio, opera dell’arch. Ernesto Basile, che nel corso dei decenni aveva visto più volte presenti i Sovrani e i Principi sabaudi.

 




Nel pomeriggio, accompagnato dal Delegato della Sicilia e dal Vicario di Palermo, comm. Andrea Di Giovanna, si è recato presso la casa museo del beato Padre PINO PUGLISI, ucciso dalla criminalità mafiosa: accolto dai responsabili del CENTRO DI ACCOGLIENZA PADRE NOSTRO, che continua la straordinaria opera del sacerdote, ha visitato la sua abitazione divenuta un luogo di profonda spiritualità e di alto valore simbolico ed ha incontrato la comunità locale.



 

La conviviale, organizzata per la sera, ha visto riuniti in un clima di viva cordialità gli insigniti siciliani e numerose personalità che con la loro adesione hanno consentito di sostenere la raccolta fondi devoluta al Centro PADRE NOSTRO. La domenica S.A.R. è stato ricevuto dal prof. Giovan Battista Scaduto e dalla dott.ssa Rosaria Razete della “Fondazione Federico II”, che lo hanno accompagnato nella visita a Palazzo Reale, compendio della plurisecolare regalità del Regnum Siciliae, della cui corona fu insignito nel 1713 il duca di Savoia VITTORIO AMEDEO II consentendo alla dinastia di acquisire la dignità reale



Successivamente si è recato presso la sede del “Comando Militare dell’Esercito in Sicilia” allocata nell’edificio che collega Palazzo Reale alla PORTA NUOVA, edificata per decisione del vicerè Marcantonio Colonna: accolto dal gen. b. Francesco Principe, SAR ha potuto visitare gli storici ambienti del reparto che conservano pregevoli testimonianze delle tradizioni militari dell’isola legate al Regno d’Italia.


Con la visione della città di Palermo dalla terrazza di PORTA NUOVA si è conclusa la visita, dopo quella effettuata nel 2005, del Gran Maestro, nel corso della quale ha rilasciato numerose interviste ad emittenti regionali e a RAI TRE.