Ricorrendo il 541° Dies Natalis si è rinnovata anche quest’anno in forma solenne la devozione dei messinesi per Santa Eustochia Smeralda Calafato. Il sacro tempio, ove attiguamente si erge il Monastero di Montevergine delle monache di clausura dell’Ordo Sanctæ Claræ, ha accolto ieri, 29 gennaio 2026, le autorità civili e militari della Città ed un folto numero di fedeli che ha gremito la chiesa fino ad oltre i portoni d’ingresso. A presiedere il sacro Rito, l’Arcivescovo Archimandrita di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, S.E. Rev. Mons. Giovanni Accolla. Su invito dell’Abbadessa, la Rev.ma Madre Agenese Pavone, e del Cappellano del Monastero, Mons. Pietro Aliquò, erano presenti anche le rappresentanze delle Sacre Religioni dei Ss. Maurizio e Lazzaro e di San Giovanni di Malta. “La povertà abbracciata da Eustochia non è una fuga dal mondo ma una lettura sapienziale dello stesso attraverso le opere di carità”, ha detto durante l’omelia l’Arcivescovo, ricordando poi quanti sono nella prova a causa del ciclone che nei giorni scorsi si è abbattuto sulla Sicilia orientale e la popolazione di Niscemi, alle prese con una frana che ne minaccia l’esistenza stessa. Un momento di profondo raccogliento ha avuto luogo durante l’offerta dell’olio che alimenta la lampada, ad opera della parrocchia Santa Maria Incoronata di Camaro Superiore e della confraternita di San Giacomo Apostolo, e l’atto di affidamento della Città da parte del Sindaco. Unitamente agli altri rappresentanti, al termine della celebrazione il vicario di Messina degli OO.DD.SS. ha firmato il “Libro della Memoria”.


